Torri di Raffreddamento

linee guida legionella

Catasto delle torri di raffreddamento condensatori evaporativi (Legge regionale 33/2009 Art. 60bis1)

Regione Lombardia, attraverso il recente aggiornamento della legge regionale 33/2009 delle leggi regionali in materia di sanità” il “registro delle torri di raffreddamento ad umido e dei La DGR n. XI/1986 DEL 23/07/2019 ha stabilito che con il termine “torre di raffreddamento” si indica ogni tipo di apparato evaporativo (torre di raffreddamento a circuito aperto, torre evaporativa a circuito chiuso, condensatore evaporativo, raffreddatore evaporativo, scrubber) utilizzato per gli impianti di climatizzazione di edifici residenziali od a uso produttivo, in processi industriali, in impianti frigoriferi o in sistemi di produzione energetica, con produzione di aerosol ed evaporatore A seguito nota del 21.01.2020 prot. 2219 di Regione Lombardia, pervenuta il 23.01.2020 prot. N. 656, si informa che, a partire dalla data 17.01.2020 attraverso il quale notificare al Comune e senza soluzione di continuità alle ATS, la presenza degli impianti di raffreddamento e le informazioni di cui alla “Scheda per la registrazione al catasto comunale delle torri di raffreddamento dell’articolo 60 bis 1 della L.R. 33/2009.

Il servizio Ge.T.Ra è raggiungibile all’indirizzo https://previmpresa.servizi.it/getra/

E’ possibile accedere al servizio seguire le istruzioni del manuale d’uso “Guida per l’utente Proprietario impianto”.

I proprietari, caricando i dati degli impianti di raffreddamento nelle apposite maschere entro il 28.02, inviano tramite il servizio on line, senza oneri aggiuntivi, la notifica e successivamente ogni nuova installazione, ogni modifica ed ogni cessazione permanente (entro 90 giorni).

La notifica attraverso il servizio assegna a ciascun impianto di raffreddamento un univoco numero di registrazione regionale a cui il proprietario dovrà sempre riferirsi nel caso di un aggiornamento dei dati e a cui le ATS assoceranno i relativi controlli.

Si invita cortesemente alla trasmissione attraverso il servizio on line consentiraà di disporre del relativo archivio, oltre che di concorrere alla creazione del “catasto delle torri di raffreddamento condensatori evaporativi”.

Allo stesso indirizzo sono reperibili i manuali utente, che contengono le indicazioni operative di acceso, suddivisi per:

  • Guida per l’utente Proprietario
  • Guida per l’utente Comune;
  • Guida per utente ATS.

 

Al fine di ottemperare a quanto richiesto dalla vigente normativa, in allegato:

 

 Eventuali altre informazioni sono reperibili anche sul sito www.regione.lombardia.it

 

 

 

Circolazione Trasporti e Veicoli Eccezionali

Linee Guida Trasporti Eccezionali

CIRCOLAZIONE DI TRASPORTI E VEICOLI IN CONDIZIONI DI ECCEZIONALITA' - l.r. 4 aprile 2012 n. 6, art. 42

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Cenni Storici

NIBIONNO

Già provincia di Como, fa parte della provincia di Lecco dal 1992.
Altitudine: da 236 a 362 metri s.m.
Gli abitanti si dicono nibionnesi.
Il territorio del comune è situato al centro della Brianza collinare ed è attraversato da due arterie ad alta percorrenza: la superstrada Milano-Lecco e la statale Como-Bergamo. Queste dividono l'abitato di Nibionno in varie frazioni: Nibionno, Tabiago,Gaggio, Cibrone, Mongodio.
Il Municipio si trova nella frazione di Tabiago, a 306 metri s.m.
 
 
Cenni storici
 
La collina di Tabiago, visibile dalla superstrada, sovrasta il corso del fiume Lambro, una zona un tempo paludosa, dove si presume abbiano risieduto antichi insediamenti; etruschi, celti, romani e longobardi, ognuno dei quali ha lasciato tracce del suo passaggio.

A Gaggio sono stati rinvenuti reperti provenienti da un nucleo palafitticolo risalente all'età del Bronzo (1800-1000 a.C.): frammenti di pali, di ceramiche, manufatti in bronzo e in pietra.

Il nome “Brianza” è di derivazione gallo-celtica:”briga” in gallo significava “fortificazione” e “aan” significava “località, luogo” da cui “brigaan”, divenuto poi “brigan” con il significato di “luogo di fortificazioni”

Alcuni studiosi trovano le origini di “Brianza” in epoca romana dove la radice Brig-, Brix-, indica “cima, monte, elevazione”. Quindi “Brianza” potrebbe voler dire, non solo “luogo fortificato”, ma anche “collina, altura”.

Qualcuno collega anche a questa radice la parola dialettale “brich”, diffusa nella zona e che significa “zona ripida e scoscesa”.

Della presenza di insediamenti romani si farebbero derivare gli etimi di Nibionno da “neblus”, torrente; di Tabiago da “Octaviacum”, derivato da “Octavius”, eponimo di stirpe gentilizia, forse la famiglia di quel tal Ottavio di cui si parla a proposito della Taverna di Tabiago.

Segni di insediamenti romani sono il Masso Avello (III-IV sec.dopo Cristo) che esisteva a Mongodio e la Taverna di Tabiago, probabilmente un sepolcreto databile fra il 200 e il 300 dopo Cristo; questa ricca tomba sarebbe sorta in prossimità della Via Martia, l'attuale Como-Bergamo. Sia il sepolcreto che il masso avello sono andati distrutti e la loro esistenza si desume da documenti storici.

I longobardi, fermatisi dalle nostre parti per circa 200 anni, hanno lasciato una lunga serie di parole dialettali ancora attualmente in uso.

I primi documenti che citano la zona risalgono all'891 con la Pieve di Incino, distretto ruraleamministrato nel primo medioevo da una chiesa battesimale e matrice, attorno alla quale venivano raggruppate le chiese minori e le cappelle.

Dal sec .XIII sono citate la chiesa di S. Protaso in Nibionno e di S. Fedele in Tabiago.

Durata fino alla metà del XVI sec.,la chiesa di S. Fedele fu sostituita da quella dedicata a S. Simone e Giuda che, istituita chiesa parrocchiale dalla metà del Cinquecento, esiste tuttora.

La chiesa di Cibrone nacque nel XVII sec. mentre quella di Nibionno sorse nel XVIII sec.


Luogo fortificato in epoca medioevale, Nibionno fu comune con civica autonomia anche se fino al 1569 ecclesialmente dipendente dalla parrocchia di Costa Masnaga.

Nel 1440 nacque la Squadra di Nibionno (distretto di aggregazione di comuni e territori): questo territorio conobbe epoche e fortune diverse, essendo stato affidato in un primo tempo dai Visconti   al condottiero Luigi Dal Verme e successivamente divenendo appannaggio degli Sfrondati che aggiunsero al territorio iniziale anche i paesi circostanti il lago di Pusiano.

La squadra di Nibionno svolse la sua funzione di raggruppamento di comuni fino verso la fine del XVIII secolo, quando Nibionno, Tabiago e Cibrone costituirono un solo comune.

La Torre di Tabiago è quanto rimane dell'antica struttura di un castello che nel 1200 fu uno dei fortilizi più notevoli della Brianza; il maniero, cinto da imponenti muraglioni, fu un tempo comunicazione e collegamento con le fortezze circostanti.

La storia della Torre si lega alle vicende che nel 1256 videro il contrasto tra Martino Della Torre, podestà e sostenitore del popolo e la nobiltà, sostenuta dal vescovo. Dopo dissidi durati alcuni anni con grave disagio della popolazione inerme e la distruzione di roccheforti e castelli, nel 1261novecento uomini capeggiati dai nobili milanesi si rifugiarono nel castello di Tabiago con tutti i loro cavalli. Il castello fu stretto d'assedio e coloro che vi si erano asserragliati capitolarono a causa della fame.

Il castello fu bruciato e in seguito riedificato; nel 1285 infatti i Torriani vi si stabilirono.
Rimane il torrione, massiccia costruzione a pianta quadrilatera, facilmente riconoscibile dai paesi circostanti; attualmente è di proprietà privata.

 

Statistiche demografiche

Aggiornamento statistico al 31.12.2010

Popolazione totale: 3.628 - di cui 324 stranieri pari all'8,93%

Maschi: 1.785 - Femmine: 1.843

Nuclei famigliari: 1.425

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