Cenni Storici

NIBIONNO

Già provincia di Como, fa parte della provincia di Lecco dal 1992.
Altitudine: da 236 a 362 metri s.m.
Gli abitanti si dicono nibionnesi.
Il territorio del comune è situato al centro della Brianza collinare ed è attraversato da due arterie ad alta percorrenza: la superstrada Milano-Lecco e la statale Como-Bergamo. Queste dividono l'abitato di Nibionno in varie frazioni: Nibionno, Tabiago,Gaggio, Cibrone, Mongodio.
Il Municipio si trova nella frazione di Tabiago, a 306 metri s.m.
 
 
Cenni storici
 
La collina di Tabiago, visibile dalla superstrada, sovrasta il corso del fiume Lambro, una zona un tempo paludosa, dove si presume abbiano risieduto antichi insediamenti; etruschi, celti, romani e longobardi, ognuno dei quali ha lasciato tracce del suo passaggio.

A Gaggio sono stati rinvenuti reperti provenienti da un nucleo palafitticolo risalente all'età del Bronzo (1800-1000 a.C.): frammenti di pali, di ceramiche, manufatti in bronzo e in pietra.

Il nome “Brianza” è di derivazione gallo-celtica:”briga” in gallo significava “fortificazione” e “aan” significava “località, luogo” da cui “brigaan”, divenuto poi “brigan” con il significato di “luogo di fortificazioni”

Alcuni studiosi trovano le origini di “Brianza” in epoca romana dove la radice Brig-, Brix-, indica “cima, monte, elevazione”. Quindi “Brianza” potrebbe voler dire, non solo “luogo fortificato”, ma anche “collina, altura”.

Qualcuno collega anche a questa radice la parola dialettale “brich”, diffusa nella zona e che significa “zona ripida e scoscesa”.

Della presenza di insediamenti romani si farebbero derivare gli etimi di Nibionno da “neblus”, torrente; di Tabiago da “Octaviacum”, derivato da “Octavius”, eponimo di stirpe gentilizia, forse la famiglia di quel tal Ottavio di cui si parla a proposito della Taverna di Tabiago.

Segni di insediamenti romani sono il Masso Avello (III-IV sec.dopo Cristo) che esisteva a Mongodio e la Taverna di Tabiago, probabilmente un sepolcreto databile fra il 200 e il 300 dopo Cristo; questa ricca tomba sarebbe sorta in prossimità della Via Martia, l'attuale Como-Bergamo. Sia il sepolcreto che il masso avello sono andati distrutti e la loro esistenza si desume da documenti storici.

I longobardi, fermatisi dalle nostre parti per circa 200 anni, hanno lasciato una lunga serie di parole dialettali ancora attualmente in uso.

I primi documenti che citano la zona risalgono all'891 con la Pieve di Incino, distretto ruraleamministrato nel primo medioevo da una chiesa battesimale e matrice, attorno alla quale venivano raggruppate le chiese minori e le cappelle.

Dal sec .XIII sono citate la chiesa di S. Protaso in Nibionno e di S. Fedele in Tabiago.

Durata fino alla metà del XVI sec.,la chiesa di S. Fedele fu sostituita da quella dedicata a S. Simone e Giuda che, istituita chiesa parrocchiale dalla metà del Cinquecento, esiste tuttora.

La chiesa di Cibrone nacque nel XVII sec. mentre quella di Nibionno sorse nel XVIII sec.


Luogo fortificato in epoca medioevale, Nibionno fu comune con civica autonomia anche se fino al 1569 ecclesialmente dipendente dalla parrocchia di Costa Masnaga.

Nel 1440 nacque la Squadra di Nibionno (distretto di aggregazione di comuni e territori): questo territorio conobbe epoche e fortune diverse, essendo stato affidato in un primo tempo dai Visconti   al condottiero Luigi Dal Verme e successivamente divenendo appannaggio degli Sfrondati che aggiunsero al territorio iniziale anche i paesi circostanti il lago di Pusiano.

La squadra di Nibionno svolse la sua funzione di raggruppamento di comuni fino verso la fine del XVIII secolo, quando Nibionno, Tabiago e Cibrone costituirono un solo comune.

La Torre di Tabiago è quanto rimane dell'antica struttura di un castello che nel 1200 fu uno dei fortilizi più notevoli della Brianza; il maniero, cinto da imponenti muraglioni, fu un tempo comunicazione e collegamento con le fortezze circostanti.

La storia della Torre si lega alle vicende che nel 1256 videro il contrasto tra Martino Della Torre, podestà e sostenitore del popolo e la nobiltà, sostenuta dal vescovo. Dopo dissidi durati alcuni anni con grave disagio della popolazione inerme e la distruzione di roccheforti e castelli, nel 1261novecento uomini capeggiati dai nobili milanesi si rifugiarono nel castello di Tabiago con tutti i loro cavalli. Il castello fu stretto d'assedio e coloro che vi si erano asserragliati capitolarono a causa della fame.

Il castello fu bruciato e in seguito riedificato; nel 1285 infatti i Torriani vi si stabilirono.
Rimane il torrione, massiccia costruzione a pianta quadrilatera, facilmente riconoscibile dai paesi circostanti; attualmente è di proprietà privata.